Nell’Universo tutto è in continuo mutamento secondo una regola armonica permanente. La felicità consiste nel sapersi inserire in questa Armonia, seguendo la propria natura per arrivare all’essenza.

L’Armonia è scientifica proporzione e matematica, come di ordine matematico sono le formule che regolano i fenomeni fisici naturali.                                                                                                                                                                     
L’Armonia è pacifica: non giudica ciò che è altro per trasformarlo e renderlo uguale a sé, ma si connette con il diverso per lavorare nell’Unità.                                                            L’Armonia non separa, essa collega.

La mia è una continua ricerca dell’infinito nel quotidiano, della trascendenza custodita nel dato reale. Ne documento l’immutabile equilibrio attraverso il linguaggio fotografico, per testimoniarne la presenza.

La ricerca dell’Armonia nascosta nel mondo fonda sulla capacità di vedere la contemporaneità per frammenti – antropologici, architettonici, naturali – rapportati sempre a un più ampio grado dell’esistenza.

Fotografia e architettura procedono intimamente connesse.                                                  Come la visione architettonica implica una funzione sociale che disegna e modifica i comportamenti umani, così anche la fotografia è un mezzo determinante, un linguaggio per estrapolare punti di vista stratificati nella storia: identità ed esistenze che scorrono in sintonia nel divenire, tracce immateriali rese visibili, quasi tangibiliin uno scatto.

L’equilibrio che scaturisce dalla tensione e integrazione delle diversità, là dove gli opposti convergono completandosi e la materialità decade in favore di una presenzialità spirituale, trasforma ogni scatto in un viaggio tra le istanze dello spazio-tempo, anziché essere la rappresentazione statica di un luogo.

Anche la vita naturale si esprime attraverso colonie di architetture vegetali perfette, condizionamenti sociali tra specie e generi, e influenze degli elementi ecosistemici, godendo di un rapporto meno filtrato con l’Armonia, innato e autoregolato, insieme al respiro del mondo con un’intrusione minima del libero arbitrio e del condizionamento artificiale.

L’occhio fotografico si rivolge al particolare, a quel dettaglio che dona valore all’esistenza e costituisce chiave di accesso per ulteriori livelli di lettura tra piani, volumi, cromie, tensioni e rispondenze inscritte nei paesaggi dell’essere, indagandone le radici mistiche.

Al pari di un organismo mutevole, ogni composizione bilancia il proprio equilibrio, esteriore e interiore, su pesi cromatici e geometrici e, senza alcuna asse simmetrica su cui poggiare, ingloba ciascun frammento costitutivo in funzione della struttura semantica finale.

Nella consapevolezza del Mistero indecifrabile del divenire, solo la fede nel progresso spirituale dell’uomo spinge il poeta fotografo oltre la barriera del fenomeno per decifrare le infinite corrispondenze e gli infiniti rapporti di tutte le realtà in una indivisibile Unità, nella certezza di essere parte del Tutto.